#parityrate , #turismo e #booking

October 14, 2016

 

Non è una guerra ma poco ci manca.

Federalberghi dichiara guerra al colosso delle prenotazioni online Booking.com

A distanza di un anno dalla prima approvazione del ddl concorrenza , nel quale è prevista l’abolizione della parity-rate, gli albergatori e Booking.com sono di nuovo ai ferri corti  , in vista del passaggio in Senato del testo votato alla camera dei deputati.

E’ bene fare un passo indietro e spiegare ai consumatori di cosa si tratta.

Oggi  nessun albergo presente sulla piattaforma Booking.com può offrire ai propri clienti un prezzo migliore di quello offerto sul portale di proprietà del gruppo statunitense Priceline.

Il bel paese vive di turismo, e le prime aziende a soffrire di costi di gestione altissimi sono proprio le aziende del comparto turistico, quelle che dovrebbero trainare l’economia .

Il parlamento italiano è uno dei pochissimi legislatori europei a non aver proibito, in via definitiva , questa assurda regolamentazione delle prenotazioni  online.

Si ricorda che ogni prenotazione grava di costi di commissione che vanno dal 18 al 50 %, una camera venduta a 100 euro su booking.com costa all’hotel dai 18 ai 50 euro.

Tutto ciò va a svantaggio dei consumatori che non riusciranno a spendere meno fino a quando non si renderanno liberi gli alberghi di promuoversi a prezzi migliori dei giganti dell’online.

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